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A partire dalla fine
del Duecento il comune di Perugia si mostra interessato a promuovere
e organizzare in città insegnamenti superiori. Di qui il progetto di
creare uno Studium generale, che otterrà l'approvazione
pontificia nel 1308. La sollecitudine dell'amministrazione pubblica
per quella che la città considera una sua prestigiosa creatura è
testimoniata dai numerosi provvedimenti che le magistrature comunali
adottano o programmano per il governo dell'università, la gestione
delle cattedre, la protezione e il controllo di professori e
studenti.
Questa attività normativa si realizza, oltre che nelle frequenti
riunioni dei consigli cittadini, attraverso il periodico rifacimento
degli statuti. La conservazione degli statuti perugini è
relativamente abbondante ma frammentaria: è necessario indagare con
pazienza per stabilire i rapporti che legano le diverse stesure,
mettendo in risalto continuità, stratificazioni, innovazioni.
Per ciascuna delle redazioni degli statuti cittadini che ci sono
conservate, dal 1279 al 1528, il volume pubblica i capitoli che
interessano lo Studio. L'ampio saggio introduttivo inserisce la
documentazione nel quadro complesso delle relazioni che Perugia
intratteneva con la sua università a livello istituzionale, politico
e sociale. |
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L'autrice |
Erika Bellini, dottore di Ricerca in Scienze storiche dal medioevo
all'età contemporanea, è autrice di alcuni saggi sulla storia
dell'università nel medioevo. Di prossima pubblicazione la sua tesi
di dottorato sullo Studio perugino nelle Riformanze del comune
quattrocentesco. |