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Le riformanze
ovvero reformationes sono le deliberazioni dei Consigli
comunali, come dette a Perugia: veri e propri processi verbali delle
riunioni degli organismi collettivi ed elettivi dell'antico Comune.
Esse erano scritte in appositi registri dai notai addetti
all'ufficio. La serie perugina dei Consigli e riformanze,
conservata nell'archivio storico comunale (a sua volta facente parte
dell'Archivio di Stato), è una delle più precoci e continuate tra
quelle conservate nelle città italiane: inizia nel 1256 e prosegue
compatta, se non fosse per un'interruzione di cinquant'anni, dal
1327 al 1376 (avanzano soltanto i libri del 1334 e 1351). Nelle
riunioni consiliari si parlava di tutto; uno degli argomenti
trattati con maggiore frequenza era lo Studium, la sua
utilitas, il suo honor, il suo decor:
tutti concetti che stavano bene a mente ai reggitori cittadini
anche nel momento in cui decidevano sulle questioni più minute e
ordinarie. Discutendo quel punto all'ordine del giorno, il Consiglio
funzionava come un Senato accademico o un Consiglio di facoltà di
oggi, in base (il più delle volte) al parere espresso da una
commissione di esperti, i Sapientes Studii. Si comprende
facilmente quanta e quale utilità abbia l'edizione sistematica di
queste deliberazioni, offerta in questa sede: il volume è un
unicum nel panorama italiano e internazionale delle fonti e
degli studi di storia delle università.
La stessa idea
era stata di Adamo Rossi, il noto erudito e bibliotecario perugino
di fine Ottocento: leggere tutti i registri delle riformanze del
Comune di Perugia, ed estrarne tutte le deliberazioni che riguardano
lo Studium cittadino, in forma di schede. Egli le pubblicò
tra il 1876 e il
1886
nel «Giornale
di erudizione artistica» sotto il titolo di Documenti per la
storia dell'Università di Perugia. Ripetere oggi quel percorso,
assumendone anche il termine di arrivo (l'anno 1389), si è
dimostrato opportuno per diversi motivi. In primo luogo, la
ricognizione de visu dei primi trentasette registri della
serie Consigli e riformanze ha permesso d'identificare altre
23 deliberazioni relative allo Studio oltre a quelle regestate dal
Rossi, arrivando a un totale di 181 estratti. C'è poi una bella
differenza tra le succinte schede del Rossi, intese specialmente a
individuare i dottori dello Studio, e la trascrizione integrale del
dettato intero delle riformanze: si capisce davvero tutto. E con
ciò, infine, si tocca con mano l'attenzione acutissima con la quale
il Comune di Perugia seguì e allevò quella sua creatura speciale:
quell'«honorabile et famosum Studium Perusinum» che era «precipua
corona et decor unicus civitatis Perusii».
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Gli autori |
Sonia Merli ha
pubblicato Un notaio e il Popolo. Notizie su 80vicello Vitelli
cancelliere duecentesco del Comune di Perugia
(1997-1998)
e
Fonti e fontane dell'Umbria (2000). Andrea Maiarelli ha
pubblicato La cronaca di San Domenico di Perugia (1995) e
Le più antiche carte della cattedrale di San Lorenzo di Perugia
(2006). Insieme a Cinzia Cardinali si sono inoltre occupati
dell'edizione di varie fonti statutarie: Statuti e matricole del
Collegio della Mercanzia di Perugia (2000), Statuto
della
legazione autonoma di Gualdo Tadino
(2003),
"Statutorum
volumen" della comunità di Sanginesio. La presenza di Alberico
Gentili dalla redazione manoscritta alla stampa
(2008).
Attualmente svolgono la loro attività di ricerca all'interno di
Scriptorium
s.n.c. |