Deputazione di storia patria per l’Umbria

 

La Deputazione

La Biblioteca

Home

Le pubblicazioni

Pubblicazioni on line

 

Cartulari comunali del secolo XIII:

città dell’Umbria, città contermini

 

 

 

Progetto di fascicolo monografico del Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria (II fascicolo del 2007), a cura di Attilio Bartoli Langeli e Gian Paolo Scharf.

 

Proponiamo di raccogliere organicamente le informazioni, desunte dall’analisi diretta eventualmente supportata dalla bibliografia pregressa, sui libri documentari enunciati nel titolo, detti anche in storiografia, secondo l’esempio genovese, libri iurium. Lo scopo è ovvio: offrire in unica sede una rassegna completa e sperabilmente omogenea del fenomeno, finora offerto (se già studiato) in sedi disparate e con modalità e finalità diverse; senza timore, dunque, di ripetere cose già dette (da sé e da altri), ma con l’intenzione anche di spremere dall’esame dal vivo tutti i dati utili alla migliore analisi di ciascun libro. Come già fatto in altri “fascicoli monografici” del Bollettino (Fonti per la storia urbana dell’Umbria nell’Ottocento, 2000; Le fiere in Umbria nell’età moderna. Ricerche d’archivio, 2003), la prima esigenza, ineludibile, è quella descrittiva e informativa; il che non toglie la possibilità, e anzi l’opportunità, di offrire spunti di valutazione e interpretazione. Il principio – ormai acquisito dagli studi – è che ogni cartulario va considerato in sé, in quanto iniziativa politica e prodotto notarile. Una questione da risolvere volta per volta consisterà nel come dar conto del contenuto dei libri, dei documenti cioè che vi sono trascritti; impensabile darne un elenco (a meno che non sia breve), ogni autore dovrà però farne cenno, cercando di capire la ratio della raccolta degli atti. Sarà bene fornire di ogni libro una o due riproduzioni; si tenga conto che, per avere una buona foto digitale, occorre una risoluzione di almeno 300 dpi.

Sembra opportuno fermarsi al secolo XIII, al massimo spingendosi un poco nel XIV; in caso contrario si dovrebbe affrontare una serie abbastanza numerosa di prodotti che non corrispondono al tipo (se c’è) dei libri iurium di prima generazione, complicando e disperdendo non poco il quadro. Il complesso dei problemi da affrontare è desumibile, infatti, soprattutto da studi di sintesi relativi ai Comuni in età podestarile. Tre di essi possono fungere da “questionario-guida” al quale far riferimento:

 

Antonella Rovere, I “libri iurium” dell'Italia comunale, in Civiltà comunale: libro, scrittura, documento. Atti del Convegno (Genova, 8-11 novembre 1988), Genova, Società Ligure di Storia Patria, 1989 = «Atti della Società Ligure di Storia Patria», n.s., XXIX (1989), 2, pp. 157-199;

Antonella Rovere, I “libri iurium” delle città italiane: problematiche di lettura e di edizione, in I protocolli notarili tra medioevo ed età moderna. Atti del Convegno (Brindisi, 12-13 novembre 1992), in «Archivi per la Storia», VI (1993), pp. 79-94.

Paolo Cammarosano, I “libri iurium” e la memoria storica delle città comunali, in Il senso della storia nella cultura medievale italiana (1100-1350). Atti del 14° Convegno internazionale di studio (Pistoia, 14-17 maggio 1993), Pistoia, Centro italiano di studi di storia e d’arte, 1995, pp. 309-325.

 

Ognuno poi considererà la bibliografia locale: naturalmente non sarà il caso di abbracciare tutte le pubblicazioni che hanno tratto l’uno o l’altro documento, l’una o l’altra notizia da un cartulario; ci si dovrà limitare agli studi dedicati specificamente al libro in oggetto, alla sua struttura, datazione eccetera.

Allo stato delle conoscenze, le città dell’Umbria che conservano cartulari ovvero libri iurium comunali sono nove; ad esse vorremmo aggiungere per qualche comparazione i cartulari di alcune città contermini, o perché bisognosi di analisi (Arezzo) o perché malnoti (Cortona) o perché, già ben studiati, interessanti e perciò ineludibili (Fabriano). Proporremo a tempo debito i nomi degli studiosi che, su nostra richiesta, si saranno impegnati a collaborare al volume.

 

1.                  Terni, reg. «Nicola Note»

2.                  Spoleto, Memoriale comunis I e II

3.                  Norcia, Libro delle sottomissioni

4.                  Orvieto, Istrumentari

5.                  Todi, Registrum vetus

6.                  Assisi, Registro M1

7.                  Fabriano, Libro rosso

8.                  Gubbio, Libro rosso

9.                  Città di Castello, Libro nero I e II

10.              Arezzo, Registrum communis

11.              Cortona, Registro vecchio

12.             Perugia, Sommissioni e altri

 

Speriamo che ne vengano fuori altri; si potranno anche pubblicare schede relative a “cartulari perduti”. Risultano aver prodotto più di un liber Spoleto, Orvieto, Città di Castello, Perugia; tra le città vescovili dell’Umbria mancano all’appello Narni, Foligno, Nocera; ma ancor più significativa sembra l’assenza quasi completa di cartulari delle “quasi-città” umbre, a differenza di quelle delle Marche (Fabriano ed altre) e della Toscana (Cortona e altre). Quasi completa, perché c’è il Libro delle sottomissioni di Norcia.

Si arriverebbe così a dodici contributi, la cui dimensione potrà variare da un minimo di 10 a un massimo di 20-25 cartelle; introdotti naturalmente da un testo dei due curatori, e magari da altri interventi di carattere generale.

 

 

Attilio Bartoli Langeli

attiliobartolilangeli@tin.it

Gian Paolo Scharf

jpacutus@interfree.it