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Proponiamo di
raccogliere organicamente le informazioni, desunte dall’analisi diretta
eventualmente supportata dalla bibliografia pregressa, sui libri
documentari enunciati nel titolo, detti anche in storiografia, secondo
l’esempio genovese, libri iurium. Lo scopo è ovvio: offrire in
unica sede una rassegna completa e sperabilmente omogenea del fenomeno,
finora offerto (se già studiato) in sedi disparate e con modalità e
finalità diverse; senza timore, dunque, di ripetere cose già dette (da sé
e da altri), ma con l’intenzione anche di spremere dall’esame dal vivo
tutti i dati utili alla migliore analisi di ciascun libro. Come già fatto
in altri “fascicoli monografici” del Bollettino (Fonti per la storia
urbana dell’Umbria nell’Ottocento,
2000; Le fiere in Umbria nell’età moderna. Ricerche d’archivio,
2003), la prima esigenza, ineludibile, è quella descrittiva e informativa;
il che non toglie la possibilità, e anzi l’opportunità, di offrire spunti
di valutazione e interpretazione. Il principio – ormai acquisito dagli
studi – è che ogni cartulario va considerato in sé, in quanto iniziativa
politica e prodotto notarile. Una questione da risolvere volta per volta
consisterà nel come dar conto del contenuto dei libri, dei documenti cioè
che vi sono trascritti; impensabile darne un elenco (a meno che non sia
breve), ogni autore dovrà però farne cenno, cercando di capire la ratio
della raccolta degli atti. Sarà bene fornire di ogni libro una o due
riproduzioni; si tenga conto che, per avere una buona foto digitale,
occorre una risoluzione di almeno 300 dpi.
Sembra opportuno
fermarsi al secolo XIII, al massimo spingendosi un poco nel XIV; in caso
contrario si dovrebbe affrontare una serie abbastanza numerosa di prodotti
che non corrispondono al tipo (se c’è) dei libri iurium di prima
generazione, complicando e disperdendo non poco il quadro. Il complesso
dei problemi da affrontare è desumibile, infatti, soprattutto da studi di
sintesi relativi ai Comuni in età podestarile. Tre di essi possono fungere
da “questionario-guida” al quale far riferimento:
Antonella Rovere,
I “libri iurium” dell'Italia comunale,
in Civiltà comunale: libro, scrittura, documento. Atti del Convegno
(Genova, 8-11 novembre 1988), Genova, Società Ligure di Storia Patria,
1989 = «Atti della Società Ligure di Storia Patria», n.s., XXIX (1989), 2,
pp. 157-199;
Antonella Rovere,
I “libri iurium” delle città
italiane: problematiche di lettura e di edizione,
in I protocolli notarili tra medioevo ed età moderna. Atti del
Convegno (Brindisi, 12-13 novembre 1992), in «Archivi per la Storia», VI
(1993), pp. 79-94.
Paolo Cammarosano,
I “libri iurium” e la memoria storica delle città comunali, in
Il senso della storia nella cultura medievale italiana (1100-1350).
Atti del 14° Convegno internazionale di studio (Pistoia, 14-17 maggio
1993), Pistoia, Centro italiano di studi di storia e d’arte, 1995, pp.
309-325.
Ognuno poi
considererà la bibliografia locale: naturalmente non sarà il caso di
abbracciare tutte le pubblicazioni che hanno tratto l’uno o l’altro
documento, l’una o l’altra notizia da un cartulario; ci si dovrà limitare
agli studi dedicati specificamente al libro in oggetto, alla sua
struttura, datazione eccetera.
Allo stato delle
conoscenze, le città dell’Umbria che conservano cartulari ovvero libri
iurium comunali sono nove; ad esse vorremmo aggiungere per qualche
comparazione i cartulari di alcune città contermini, o perché bisognosi di
analisi (Arezzo) o perché malnoti (Cortona) o perché, già ben studiati,
interessanti e perciò ineludibili (Fabriano). Proporremo a tempo debito i
nomi degli studiosi che, su nostra richiesta, si saranno impegnati a
collaborare al volume.
1.
Terni, reg. «Nicola Note»
2.
Spoleto, Memoriale comunis I e II
3.
Norcia, Libro delle sottomissioni
4.
Orvieto, Istrumentari
5.
Todi, Registrum vetus
6.
Assisi, Registro M1
7.
Fabriano, Libro rosso
8.
Gubbio, Libro rosso
9.
Città
di Castello, Libro nero I e II
10.
Arezzo, Registrum communis
11.
Cortona, Registro vecchio
12.
Perugia, Sommissioni e altri
Speriamo che ne
vengano fuori altri; si potranno anche pubblicare schede relative a
“cartulari perduti”. Risultano aver prodotto più di un liber
Spoleto, Orvieto, Città di Castello, Perugia; tra le città vescovili
dell’Umbria mancano all’appello Narni, Foligno, Nocera; ma ancor più
significativa sembra l’assenza quasi completa di cartulari delle
“quasi-città” umbre, a differenza di quelle delle Marche (Fabriano ed
altre) e della Toscana (Cortona e altre). Quasi completa, perché c’è il
Libro delle sottomissioni di Norcia.
Si arriverebbe così
a dodici contributi, la cui dimensione potrà variare da un minimo di 10 a
un massimo di 20-25 cartelle; introdotti naturalmente da un testo dei due
curatori, e magari da altri interventi di carattere generale.
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Attilio
Bartoli Langeli
attiliobartolilangeli@tin.it |
Gian Paolo
Scharf
jpacutus@interfree.it |
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